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Scienza e tecnologia: L'importanza delle nuove tecnologie


Scienza e tecnologia: L'importanza delle nuove tecnologie
Dr Pellissier Eddy, D.C., C.C.S.P.
Già presidente dell'Associazione Italiana Chiropratici
 
Tutti noi sappiamo che la chiropratica funziona: lo sanno i chiropratici, lo sanno i medici che riferiscono i pazienti, lo sanno i pazienti che sempre più spesso riferiscono altri pazienti e lo sa soprattutto la comunità scientifica che pubblica ricerche ed evidenze con maggiore frequenza. Allora perché la chiropratica ha così tante difficoltà a farsi accettare come disciplina scientifica?
Le risposte sono molteplici:
Spesso la letteratura è pubblicata in inglese e non tradotta Sovente le ricerche portano solo su evidenze molto specifiche (colonna cervicale o lombare) Spesso i risultati sono paragonati e mischiati a risultati della altre professioni (fisioterapia, medicina manuale, ecc) Esistono difficoltà d’accesso a laboratori di ricerca. Ciò nonostante, come potete leggere nell’articolo del dr. Caravaggio, la ricerca nella chiropratica avanza e produce tonnellate di studi e risultati che danno ragione alla professione: la chiropratica aiuta a guarire ed a mantenere lo stato di salute ottimale per i pazienti.L’altra difficoltà oggettiva che esisteva fino ad ora era la mancanza di strumenti accessibili e poco costosi che potevano essere usati dai chiropratici nel corso della loro vita professionale di tutti i giorni a contatto con i pazienti nei propristudi. Per fare della ricerca bisognava perdere tempo ed era difficile raccogliere i dati; fortunatamente l’avvento delle pedane posturometriche ha risolto tale problema.
Con tali pedane si possono facilmente raccogliere un’infinità di dati, ma soprattutto si possono dimostrare scientificamente ed in modo ripetitivo i risultati ottenuti: la pedana non è solo strumento diagnostico ma serve anche per intraprendere terapie correttive della postura. La pedana si pone al servizio del chiropratico, per aiutarlo ad oggettivare i comportamenti posturali, tenere in memoria la situazione attuale e per poterla confrontare con gli esami futuri.
Normalmente si eseguono una serie di test (durata circa 15-20 secondi) per stabilire delle linee o tendenze di base che ci permetteranno in seguito di vedere i cambiamenti ottenuti. Tali esami possono variare al variare delle professioni che usano tale strumento: il vantaggio di tali pedane è anche quello di poter creare un set di dati che possono essere usati e letti nello stesso modo dal chiropratico, dal dentista, dall’oculista, ecc. per arrivare ad una diagnosi completa e il più accurata possibile. Nella foto 1 vediamo la schiena del paziente e la possibilità di tracciare varie linee che saranno automaticamente calcolate dal programma.
Nella foto 2 la stessa paziente di fianco.
Nella foto 4 vediamo il test di un paziente
eseguito a bocca aperta: il peso è spostato indietro e a sinistra.
Nella foto 5 vediamo lo stesso paziente pochi secondi dopo nello medesimo test ma questa volta con i denti a contatto strettamente: si nota subito che l’ellisse e la posizione sono cambiate notevolmente... il che può indicare un problema di occlusione.
Nella foto 6 vediamo lo stesso paziente dopo l’aggiustamento chiropratico: si è riportato in avanti ed è più centrato. Questo tipo d’indicazioni, portato avanti nel tempo, permette al professionista, (chiropratico, dentista, oculista..) di verificare oggettivamente e non solo soggettivamente il progredire della terapia.
Spessissimo testiamo pazienti ai quali è stato suggerito l’uso di una soletta che, una volta testata, peggiora drasticamente la postura sulla pedana! Stesso dicasi per placche di svincolo applicate da dentisti che usano, come dice un mio collega dentista, come solo apparecchio di controllo “l’occhiometro!”. A volte, nel tentativo di voler correggere troppo, si perde di vista il benessere del paziente e si dimentica la tesi fondamentale della chiropratica: “Primo, non nuocere!” Spesso tali pedane sono anche correlate dalla possibilità di programmi che studiano la postura e la posizione in stazione verticale.
La foto 3 mostra la schermata principale del programma d’acquisizione dati della pedana stabilometrica. Ormai, con tali soluzioni scientifiche disponibili in tutti gli studi dei chiropratici, sarà molto facile creare una molteplicità di ricerche, valide anche interprofessionalmente, che comproveranno la validità della nostra professione: non solo agli occhi dei pazienti, ma soprattutto verso la comunità scientifica che non potrà più tacciarci d’essere poco scientifici e basarci su filosofie assurde. Se D.D. Palmer avesse avuto tali risorse 110 anni fa, probabilmente la chiropratica sarebbe ora la scienza medica più diffusa in tutto il mondo, ve lo garantisco io!

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