
Per VERNAZZA Futura
Dr Mazzini Manuel, D.C., C.C.S.P.
Poco tempo fa ho vissuto una delle esperienze più intense della mia vita sia a livello umano sia a livello professionale andando ad aiutare la popolazione di Vernazza, meraviglioso paese delle cinque terre, così duramente colpito dall’alluvione. Un fiume di fango e roccia ha invaso le strade del paese trascinando in mare tutto quello che trovava sulla sua strada e in pochi minuti la maggior parte della popolazione ha perso tutto quello che aveva, alcune persone sono ancora oggi disperse, tre hanno perso la vita, ma la tragedia avrebbe chiesto un tributo molto più alto di vite umane se non fosse stato per la prontezza di riflessi e il coraggio degli abitanti che in pochi istanti hanno aiutato amici e familiari a mettersi in salvo. Quel coraggio che li ha poi spinti a cercare di rimettersi in piedi e che sono certo li sorreggerà con l’aiuto di tutti coloro che gli vogliono bene per la ricostruzione di una Vernazza Futura ancor più bella di quella che è stata.
Sono legato a Vernazza e ai suoi abitanti da
anni, uno dei miei migliori amici si chiama Franco Resasco psicologo, compagno
di liceo, uno degli ultimi bimbi nati in casa a Vernazza, sua nonna è stata una
delle mie prime pazienti quando ho aperto lo studio di chiropratica a Milano. Nonna
Margherita era una donna d’altri tempi faceva ancora il vino come una volta
“al
naturale”, possedeva due campi “a terrazza” che doveva raggiungere dopo lunghe
camminate e trasportava l’uva sulle spalle con grande fatica. Nonna Margherita
aveva dolori al ginocchio che le impedivano di camminare, la sua più grande
preoccupazione era quella di non poter andare a Vernazza perché non riusciva a
salire e scendere le scale; era cardiopatica e non poteva prendere medicinali
antidolorifici. In poche sedute di chiropratica è guarita e ha potuto passare
quell’estate e molte altre estati a Vernazza. Da allora sono diventato un punto
di riferimento per altri abitanti del paese che soffrono di disturbi alla
colonna vertebrale e alle articolazioni e ancora oggi alcuni vengono a farsi
controllare al bisogno a Milano.
Appena saputo dell’alluvione Franco ed io abbiamo deciso di andare a Vernazza a dare il nostro aiuto umano e professionale. Chi subisce uno “shock” emotivo così forte può bloccarsi fisicamente ed emotivamente e il nostro lavoro congiunto avrebbe potuto aiutarli a riprendersi più velocemente.
Faccio parte del “Chiropractic Action Team”,
un gruppo di dottori di chiropratica volontari nato dopo il terremoto
dell’Aquila che collabora con la Croce Rossa nei momenti di bisogno. Dopo
essermi coordinato con il CAT e la CRI sono partito per Vernazza con il lettino
portatile e giunto a Spezia la polizia mi ha portato via mare a Vernazza.
Vedere Vernazza dal mare in quelle condizione mi ha molto colpito, era un
immagine “apocalittica”, la montagna alle spalle del paese era completamente
franata, riversando fango, rocce e detriti lungo tutto il centro del paese,
sommergendo la via principale e tutti i suoi negozi fino al primo piano delle
abitazioni;
la strada non esisteva più, il paese era rimasto isolato per vari
giorni e ancora oggi senza acqua, luce e gas. La situazione sembrava disperata
ma tutti, la popolazione, i volontari , i vigili del fuoco, l’esercito e le
forze dell’ordine lavoravano con un ritmo incessante senza quasi sentire la
fatica, sentendosi “in colpa” quando veniva buio ed erano obbligati a smettere
di lavorare.
La chiesa del paese era stata trasformata in magazzino e nella sede operativa della CRI e, in sacrestia, ho aperto il mio lettino di chiropratica e iniziato a trattare tutte le persone che ne avevano bisogno.
All’inizio ho visto le persone che mi
conoscevano poi pian piano la voce si è sparsa e in tre giorni siamo riusciti a
servire quasi tutto il paese trattando 180 persone sulle 200 che erano rimaste
in paese tra abitanti e volontari. Da principio le persone si presentavano con
ogni tipo di sintomo, dal forte mal di schiena a causa della fatica dovuta al
tanto spalare, a tensioni sulle spalle e
braccia dopo aver trasportato tanti pesi, molti non dormivano da giorni e chi
riusciva ad addormentarsi era tormentato da incubi. Clinicamente dall’esame
chiropratico ho iniziato a riscontrare su tutti gli abitanti lo stesso blocco nella
regione dorsale che corrispondeva al blocco del diaframma, il muscolo primario
della respirazione oltre a vari altri blocchi. Discutendone la sera con il
dottor Franco Resasco abbiamo concordato che il blocco del diaframma era logico
e tipico di uno “shock” emotivo. Infatti secondo Franco la gente del paese
avrebbe accettato un attacco anche violento dal mare, come hanno vissuto anche
le generazioni passate, ma nessuno si sarebbe mai aspettato un attacco alle
spalle dalla montagna dove si sono sempre rifugiati dalla furia delle
mareggiate. Dal giorno dopo Franco ed io ci siamo organizzati a trattare di
primo mattino chi doveva andare a spalare, poi tutti gli altri e infine quando
si faceva buio e dopo aver mangiato in piazza la sera tutti insieme, tutti
coloro che ne sentivano il bisogno.
Grazie al passaparola ho trattato alcuni
volontari e quasi tutti gli abitanti del paese, in tutte le persone ho riscontrato e “sbloccato” le sublussazioni
dorsali e di conseguenza il diaframma: la risposta immediata da parte dei
pazienti è stata quella di prendere un grossa boccata d’aria e ricominciare a
respirare, e di conseguenza quella di provare un senso di benessere e
rilassatezza come avviene quando ci si libera da un peso.
Con questo nuovo stato d’animo alcuni abitanti si sono rivolti allo psicologo, dottor Franco Resasco e si sono confidati riuscendo a liberarsi di tensioni che in altro modo avrebbero trattenuto per molto altro tempo.
Per concludere desidero inviare un messaggio importante a tutti gli abitanti di Vernazza:
“Porterò
per tutta la mia vita nel cuore questa esperienza e ringrazio tutti, perché ho
ricevuto da voi molto più di quello che ho dato, sono certo che sarete capaci a
rialzarvi e rinnovarvi ancor più forti di prima, anche con l’aiuto di tutte le
persone che vi vogliono bene nel mondo”. 
Un abbraccio forte forte a: Filippo, Luciana, Paolo, Alessandra, Augusto, Massimo, Maria, Chiara, Tonino, Tonino, Aldo, Monica, Dina, Gino,Rolfo, Vincenzina, Gabriella, Sonia e figlio, Luigi “il cantante”, Davide, Nunzio, Saverio, Margherita, Flavio, Vito, Gianfranco, Raphael, Alessandro, Leo, Agata, Silvia, Luca, Paolo, Lello, Olenca, Irene, Giuliano, Simona, Giulia, Tommaso,Giambattista, Simone, Caterina, Marcella, Margherita, Enrica, Andrea, Franca, Daniela, Tony, Marco, Eraldo, Francesco, Gianni, Tullio, Andrea, Edoardo, Yuri, Martina, Marta, Matteo, Federico,Carlo, Dina, Tonì, Margherita, Michela, Gerolamo, Andrea, Antonio, Giovanni, Amelia, Federica, Matteo, Agata, Giancarlo, Marta, Giambattista, Vincenzina, Enrica, Augusto, Mara, Barbara, Imerio, Gennaro, Tonino, Paolo, Don Giovanni, Stefano, Cilly, Enrico, Caterina, Goga, Micky, Paolo, Manuela, Monica, Augusta Maria, Vittorio, Andrea, Josè, Erion, papà e figlio P., Nello, Vincenzo, Massimiliano, Susi, Cristian, Simone, Gianni, Stefania, Gianna, Tullio, “quelli del dopo cena”, Massimo, Mariuccia, Umberto, Alba, Davide, Gianni, Amelia, Andrea, Franca, Massimo, Mino, Nello, Carmen, Franca, Simona, Chiara, Carolina, Paolo, Francesco, Laura, Veronica, Sara, Michael, Wolfgang, Luciana, Massimo, Davide, Franca, Giacomo, Andrea, Daniele, Marta, Massimo, Manuela, Gianni, Maria, Marco, Sandro, e gli ultimi dopo cena e a Sara e Franco.
Ringrazio inoltre gli amici che hanno dato il loro aiuto finanziario perché Vernazza torni ad essere una meravigliosa perla delle cinque terre, per chi volesse seguire il loro esempio ecco le coordinate bancarie del conto intestato:
“Per Vernazza Futura” : IBAN: IT37Q0552610730000000001616
BIC: BPGGITG1 SWIFT: BLOPIT22
Ultimo Aggiornamento del sito
08 Febbraio 2011