
Lo scopo principale della visita è quello di classificare il tipo di scoliosi per decidere il trattamento più adatto da seguire, e acquisire dati per poter controllare l’evoluzione del problema. La prima fase è una osservazione dal posteriore, laterale e anteriore del paziente. Questa viene eseguita con il paziente in piedi a torso nudo e con l’ausilio di un filo a piombo. Si possono notare differenze del livello orizzontale delle spalle, scapole, creste iliache; asimmetrie dei triangoli della taglia e curvatura della linea delle apofisi spinose della colonna vertebrale. La deviazione scoliotica crea anche una rotazione vertebrale dell’asse longitudinale. Questo può risultare in una deformazione della gabbia toracica: da una parte le costole vengono “spinte” in avanti e dall’altra “tirate” indietro provocando il gobbo costale, una scapola alata, una mammella più voluminosa o una clavicola più sporgente. La seconda fase è importante per verificare se la scoliosi sia strutturale o funzionale e consiste nell’osservare se c’è un riallineamento della colonna vertebrale in una posizione di flessione a 90 gradi o quando il paziente è prono. Infine, è fondamentale eseguire esami radiologici della colonna in ortostatismo per individuare malformazioni vertebrali, dismetria degli arti inferiori e torsione pelvica. Le lastre servono anche per misurare le curve scoliotiche. L’entità della deviazione scoliotica viene espressa in gradi. Il sistema di misurazione attualmente in uso è quello di Cobb: si tracciano due linee passanti per il piatto superiore e inferiore delle vertebre limitanti la curva e a queste le rispettive perpendicolari. L’angolo che viene a formarsi è detto angolo di curvatura o angolo di Cobb. Generalmente si considerano casi indicativi di scoliosi valori superiori a 5 gradi Cobb; la maggior parte delle scoliosi presenta angoli di curvatura tra 5 e 30 gradi Cobb; se la curva supera i 30 gradi si è in presenza di una curva assai notevole. 
gravità del tronco e la verticalità del capo (importante per mantenere lo sguardo e l’udito orizzontale) si aggiungono curve secondarie di compenso. La principale si distingue dalla secondaria perché è più grave, più fissa, più difficilmente correggibile. A seconda della localizzazione della curva scoliotica principale la scoliosi può essere definita cervico-dorsale, dorsale, dorso-lombare, lombare. A seconda che la convessità della curva principale sia rivolta verso destra o verso sinistra la scoliosi viene definita rispettivamente destro-convessa e sinistro-convessa. Fra le cause note di scoliosi ci sono le malformazioni vertebrali congenite, malattie neuromuscolari come la paralisi cerebrale, la distrofia muscolare, la poliomielite, l’ipotonia congenita, l’atrofia muscolo-spinale e l’atassia di Freidrich. Può anche essere associata ad altre malattie come la sindrome di Marfan, la neurofibromatosi e la sindrome di Down. Si parla di scoliosi ideopatica quando non ci sono deformazioni congenite visibili radiograficamente e non ci sono altre evidenti cause. La scoliosi ideopatica è il ceppo più grande delle scoliosi strutturali. Circa il 70% di tutti i casi inizia prima della pubertà e predilige il sesso femminile in rapporto di circa 7:1 rispetto a quello maschile. Nonostante la causa definitiva non sia nota, molti ricercatori ipotizzano che uno squilibrio neuro-muscolare rappresenti uno dei fattori più importanti.
estetica e quindi psicologica non indifferenti. Il carico anormale sulla colonna vertebrale e la deformazione possono creare danni alle articolazioni, muscoli e legamenti provocando rachialgie e dolori artrosici. Il disco intervertebrale può anche essere deformato e spinto verso la convessità della curva con un suo conseguente indebolimento e maggior possibilità di degenerazione. L’asimmetria toracica può rallentare il gioco respiratorio provocando una sindrome restrittiva e complicazioni cardiopolmonari.
sufficientemente a lungo, un lato della muscolatura paravertebrale rimane debole e la colonna si curva in scoliosi. Un altro aspetto sul quale la Chiropratica può avere un effetto positivo è quello di ridurre la tensione sulla dura madre. La dura madre è il tessuto che riveste il cervello e il midollo spinale. Questo tessuto è fissato a livello del cranio, nella zona cervicale e in quelle dell’osso sacro e del coccige. L’aggravamento della scoliosi tipicamente accompagna le fasi di crescita, ed è noto che la colonna vertebrale cresce più velocemente del midollo. Una ipotesi è che la scoliosi ideopatica si formi per liberare delle tensioni accumulate sulla dura madre. Cioè sviluppando più curve, la colonna vertebrale effettivamente accorcia la distanza verticale dal cranio al coccige: la dura madre, mantenendosi relativamente più diritta e “tagliando” le curve, è così soggetta a minor tensione. Usando delle tecniche specifiche per liberare la tensione della dura madre spesso si nota un immediato incremento dell’altezza del paziente: questo indica che il rilassamento della tensione durale ha permesso alla scoliosi di “raddrizzarsi”. La terapia chiropratica può essere di grande aiuto nei problemi di scoliosi. Successi maggiori si ottengono nella fase iniziale di sviluppo della scoliosi ed è per questo motivo che è importante far valutare e tenere sotto controllo i vostri figli dal Chiropratico negli anni della crescita. Ultimo Aggiornamento del sito
08 Febbraio 2011